Di nuovo domenica, di nuovo un drabble. Tra guerra, calcio e scelte.
Un tempo c'era solo il vice, al massimo il preparatore atletico. Poi, per gli allenatori, arrivarono una pletora di collaboratori. Tra questi: il responsabile dei droni.
Manuel era il migliore, diceva: "coi droni sul campo è come vedere la partita volando". Scoppiò la guerra e chiamarono Manuel perché era il più bravo. Non bisognava più studiare i movimenti e le tattiche per fare o non prendere gol. I droni indicavano alle bombe la strada.
Le bombe sostituirono gli attaccanti. I morti presero il posto dei gol.
Allora Manuel spense il controller, i suoi droni non volarono più. Fu chiamato disertore.
Informazioni sull'autore
cinquantottenne maremmano, ha collaborato e collabora con vari quotidiani e periodici (Il Tirreno, Calcio Gold, Rigore e Linea Bianca) e scritto i seguenti libri: “Ciao, Osvaldo” (Osvaldo Schopenhauer Bagnoli), “Un filosofo in panchina” (dedicato a Manlio Scopigno), “Il calcio è una favola” (racconti per bambini curati insieme all’allenatore Alberto Cavasin), “Il colore Viola” (antologia sulla Fiorentina curata insieme ad Andrea Scanzi), “Io resto qui” (biografia di Angelo Di Livio), “Il centravanti bello” (biografia di Luca Toni curata insieme a Francesco Parigi) e “La costruzione di un sogno” (biografia di Vincenzo Montella). Alcuni suoi libri puoi trovarli qui.
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