Da Gianni Brera a Gianni Mura, da Beppe Viola a Osvaldo Soriano: Massimo Raffaeli racconta in Infiniti gol il rapporto tra calcio, giornalismo e letteratura.
Nell'immagine di copertina ci sono José Altafini, Giancarlo Oddi e Luciano Re Cecconi. Passato, presente, futuro del marchigiano Massimo Raffaeli, critico letterario e autore -anche- del volume 'Infiniti gol', una serie di scritti sul calcio per il Manifesto raccolti da Pequod.
Una passione iniziata a sei anni, quando vide dal vivo Omar Sivori in un Bologna-Juventus e proseguita qualche stagione più tardi con il fascino dei colori biancocelesti, a 'causa' di un parente residente a Roma. Un libro che ricorda grandi firme del giornalismo sportivo tra le quali Brera, Mario Pennacchia, Gianni Mura e figure dimenticate come Sandro Puppo, il portiere 'Gepi' Moro e Salvatore Bruno.
Ma anche due personaggi andati via presto: Beppe Viola ed Edmondo Berselli. E poi -altri- 'giganti', ovvero Giovanni Arpino, Osvaldo Soriano, Eduardo Galeano. Calcio e letteratura: due mondi che decenni fa sembravano così lontani ma che, leggendo questa serie di racconti, si scoprono più vicini che mai. Anche perché, come l'ha definito Libero Marino nel suo volume 'A tu per tu', "Raffaeli è tante cose in una".
di Antonio Capotosto



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