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Sempre più bambine vogliono giocare a calcio. Ecco l'altra vittoria dell'Inghilterra

Non solo trofei e stadi pieni: la vittoria più grande delle Lionesses è nelle scuole, nei campetti e nei sogni delle bambine che vogliono diventare calciatrici. 

La crescita della nazionale di calcio femminile è sotto gli occhi di tutti. Nel 2022 diventava Campione d'Europa per la prima volta, l'anno successivo si fermava solo in finale di Coppa del Mondo, quest'anno invece è tornata a vincere gli Europei, sconfiggendo la Spagna ai rigori (anche grazie alle parate di Hannah Hampton).

Ma non è solo sul campo che si contano le vittorie delle inglesi. E anche semplicemente al televisore (dove intanto l'audience ha raggiunto e superato la quota dei 17 milioni di spettatori) o allo stadio (l'Arsenal ha deciso di giocare tutte le prossime partite casalinghe della Women's Super League all'Emirates Stadium). E' a livello locale che si registra l'impatto più significativo: aumenta il supporto al calcio di base, con un raddoppio del numero di squadre femminili e giovanili — la crescita più grande mai registrata dal 2022, anno in cui l'Inghilterra sconfisse la Germania in finale.

L'impatto delle Leonesse è stato analizzato dalla Football Beyond Borders, un'associazione per l'inclusione sociale che usa calcio ed educazione per cambiare la vita dei giovani. Secondo le loro ricerche, si legge sul The Guardian, sempre più ragazze seguono il calcio femminile: più di un terzo del campione di 500 ragazze tra i 13 e i 18 anni intervistate — il 36% — è ora affiliato a un club di calcio. Un netto aumento rispetto al 2023, quando il 29% dichiarava di non aver mai giocato a calcio.

"Vedo davvero i benefici del partecipare al calcio e allo sport in adolescenza: è uno strumento fantastico per sostenere le ragazze – ha spiegato Rachel Buchanan, responsabile brand e partnership di Girls United FA, un'organizzazione che gestisce club e programmi di coaching in tutto il mondo e che insiste soprattutto sull'autodeterminazione delle ragazze - quando parliamo di calcio femminile e di base, il punto è rimuovere quanti più ostacoli possibile. In questo periodo mi sono concentrata molto sulle personalità delle Lionesses e sulla loro voglia di raccontarsi: è qualcosa che fa la differenza nel calcio femminile, perché permette di vedere che sono persone reali, con storie vere. Questo lo rende tutto più accessibile. Non è più come per una bambina di 5 anni che pensa: 'Io non potrò mai essere così'. Dopo gli allenamenti, nei questionari ci dicono: 'Voglio diventare calciatrice. Voglio giocare per il Chelsea. Voglio essere una Lioness'."

La stessa cosa la nota Ian Balaam, presidente del Wimbledon Little League: "Il movimento sta crescendo. Alleno squadre femminili da un po'. Ora, ogni sabato, vengono oltre 300 bambini." E così al Chadderton FC, altro club importante a livello di base, dove hanno registrato una crescita enorme dell'interesse verso il calcio femminile. Lo spiega Sophie Julien, membro del comitato: "È davvero bello vedere quanto si divertano a giocare e come la passione per il calcio femminile stia crescendo tra le nostre ragazze. Il calcio sta diventando sempre più accessibile e divertente. So che alcune ragazze del club tornano a casa dopo aver visto l'Inghilterra in TV e poi ne parlano tra loro: 'Mamma mia, hai visto quel gol?'"

Un'altra vittoria, insomma. Che magari non finisce in bacheca, ma vale molto di più. 

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