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Offese sessiste alla Napoli Women U17: quando la violenza inizia presto

L'assessora allo Sport Emanuela Ferrante interviene dopo i gravi insulti sessisti e omofobi rivolti alle giovani atlete durante un'amichevole contro una squadra maschile U14. La società Napoli Women denuncia anche nuove molestie via social e chiede un cambio culturale radicale. 

Un nuovo caso di violenza verbale scuote il calcio, stavolta giovanile. Durante una partita tra la Napoli Women Under 17 e una squadra maschile Under 14, diverse giovani calciatrici sono state bersaglio di insulti sessisti, omofobi e commenti volgari sul corpo, accompagnati da versi che imitavano atti sessuali. Comportamenti che nulla hanno a che vedere con lo sport e che hanno lasciato il segno su ragazze che ogni giorno lavoravano e si dedicano al loro sogno. Comportamenti che però sono sempre di più rappresentazione del calcio e della società in cui viviamo.

La condanna dell'assessora allo Sport del Comune di Napoli

L'assessora allo Sport e alle Pari opportunità del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, ha espresso una ferma condanna:

"Comportamenti gravi e inaccettabili, che colpiscono ragazze minorenni. È tanto più grave perché proviene da ragazzi molto giovani, segno di una diseducazione al rispetto che affonda le radici in una società arretrata. Nessuna atleta deve sentirsi discriminata o umiliata per il semplice fatto di essere donna". Ferrante sottolinea che episodi del genere richiedono un cambiamento radicale e interventi trasversali per contrastare la violenza di genere e ogni forma di discriminazione.

 La lettera della Napoli Women: "Non è calcio, è una ferita"

Il club partenopeo ha pubblicato una lunga lettera aperta per denunciare pubblicamente quanto accaduto. Le atlete, dopo gli insulti in campo, sono state ulteriormente colpite da una tempesta di offese sui social, foto e video condivisi dai ragazzi della squadra avversaria, oltre a messaggi privati molesti.

La società scrive:

"Le nostre ragazze, atlete minorenni, sono state oggetto di frasi volgari, allusioni esplicite e commenti sessisti. Parole violente che non dovrebbero essere pronunciate da un adulto, figuriamoci da ragazzi così giovani".

E ancora: "Non è sfottò. Non è competizione. Non è calcio. È una ferita".

 Il club invita a un percorso educativo comune

La Napoli Women non cerca vendetta, ma responsabilità collettiva. Per questo ha invitato la società avversaria, i tecnici e i giovani coinvolti a trascorrere una giornata in un centro antiviolenza e antidiscriminazione, come momento formativo sul rispetto e sulla parità di genere.

"Non per punire, ma per offrire un'occasione di consapevolezza. Perché i ragazzi di oggi non diventino gli uomini violenti di domani".

Il club ribadisce un messaggio fondamentale alle proprie atlete: "Non siete sole. La vostra dignità sarà sempre protetta".

Uno spartiacque per il calcio femminile e giovanile

L'episodio, già di per sé gravissimo, evidenzia un problema culturale più ampio. Parla di una normalizzazione sempre più spiccata del linguaggio sessista, soprattutto tra i giovanissimi. Parla di mancanza di educazione al rispetto. Parla di un ambiente come sempre machista, violento, ostile.

La speranza della società e delle istituzioni è di trasformare questa pagina vergognosa in un punto di svolta, per costruire un calcio più sicuro, inclusivo e rispettoso. Per tutte. E per tutti.

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