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Le soft hooligans si sono prese gli spalti del calcio femminile

Dalla Finlandia al Galles, passando per la Svezia: agli Europei femminili in Svizzera è esplosa una nuova passione sugli spalti, colorata, rumorosa e organizzata.

Se vi è capitato di vedere gli Europei di calcio femminile in Svizzera non vi sarà sfuggita una cosa: gli stadi erano sempre pieni.

La UEFA ha dichiarato che il 35% dei biglietti era stato già acquistato da tifosi che provenivano dall'estero prima dell'inizio del torneo, con un nuovo record per il maggior numero di tifosi in trasferta per una singola partita di un Europeo femminile. Il match più seguito, senza contare il paese ospitante, era Paesi Bassi - Svizzera a Bramall Lane, Sheffield, nel 2022 ed è stato superato in sei occasioni, con i 34.165 spettatori per Germania-Danimarca che rappresentano il nuovo record.

A stupire è soprattutto il fatto che non sono solo i tifosi delle nazionali storicamente forti ad aver viaggiato, stavolta. La Finlandia, ad esempio, non supera la fase a gironi degli Europei dal 2009, e la sua Federcalcio ha stimato almeno 1.000 tifosi in ciascuna delle partite della nazionale scandinava. Il Galles invece è alla sua prima partecipazione a un torneo di questa portata e fare il tifo sugli spalti c'erano oltre 7.000 sostenitori.

La ricetta del successo è articolata, spiega il New York Times. Innanzitutto la posizione centrale della Svizzera in Europa e le agevolazioni di viaggio messe in atto per Euro 2025. Chi aveva un biglietto per lo stadio, infatti, viaggiava gratuitamente in andata e ritorno per la partita (stessa cosa fatta dalla Germania per gli Europei maschili la scorsa estate). Anche i prezzi hanno aiutato: 25 franchi svizzeri, ovvero 27 euro, per le partite meno costose, fino ad arrivare a 90 franchi, 96 euro, per la finale. Così 22 delle 31 partite erano già sold out prima dell'inizio del torneo e la semifinale tra Germania e Spagna ha segnato un record di affluenza cumulativa: 623.088. La finale tra Furie Rosse e Inghilterra era ovviamente da tutto esaurito: 34.250 spettatori.

Eppure non basta questo. Serve altro. "Non vuoi che la gente venga solo perché è facile o gratuito; vuoi che vengano perché vogliono esserci, vogliono cantare e tifare per la propria squadra. Serve coinvolgimento e passione" ha spiegato la tifosa svedese Estrid Kjellman ai microfoni del New York Times, che ricorda quando agli Europei del 2017 nei Paesi Bassi non c'era praticamente nessuno. "Io invece volevo fare rumore, volevo divertirmi, volevo partecipare e coinvolgere gli altri." Così ha deciso di fondare un gruppo di tifo organizzato, Soft Hooligans, e se avete visto la partita tra Svezia e Inghilterra li avrete sentiti sicuramente, nonostante la sconfitta dei gialloblu. Saltavano, suonavano il tamburo, cantavano, perfino un coro in stile "botta e risposta" con un altro gruppo svedese in un'altra sezione dello stadio nel secondo tempo.

I prossimi appuntamenti per il calcio femminile saranno la Coppa del Mondo 2027 in Brasile, ovviamente proibitiva per i tifosi europei, e poi gli Europei 2029, ancora da scoprire dove, e ancora la Coppa del Mondo del 2035, nel Regno Unito. Qui si testerà la crescita del movimento continentale. "È stato davvero positivo vedere l'atmosfera che si è creata – ha spiegato Deborah Dilworth, responsabile del calcio femminile per la Football Supporters' Association del Regno Unito - Abbiamo avuto una sezione dedicata ai tifosi inglesi, se penso ai Mondiali in Australia e Nuova Zelanda nel 2023 era tutto disorganico, e la capacità dei tifosi inglesi di farsi sentire era limitata. Questa volta, c'erano almeno 2.000 tifosi in un settore dedicato, tutti inglesi, tutti a cantare. L'organizzazione ha aiutato l'atmosfera."

La chiave secondo Dilworth potrebbe essere il confronto tra organizzatori del torneo e tifosi, per capire cosa li aiuterebbe a viaggiare, a spostarsi e per tenere in considerazione i bisogni specifici del pubblico del calcio femminile.

Gli Europei in Svizzera sono stati un successo. Adesso l'impresa sarà ripetersi. Anzi: migliorarsi. 

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