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Dentro il Sogno Olimpico: intervista a Abzal Azhgaliyev

Il viaggio di "Dentro il Sogno Olimpico" prosegue con una nuova storia fatta di velocità, esperienza e dedizione.

Protagonista del quindicesimo appuntamento è Abzal Azhgaliyev, uno dei volti più rappresentativi dello short track kazako. Con una lunga carriera alle spalle e diverse partecipazioni olimpiche, Azhgaliyev è un punto di riferimento per la crescita di questo sport in Kazakistan. 

Come ti sei avvicinato allo short track e cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa disciplina? 

Il mio allenatore mi ha introdotto allo short track. Mi spiegò che nella mia città natale, Uralsk, era stata appena aperta una nuova pista di ghiaccio e che stavano reclutando bambini per un gruppo di short track. All'epoca, quasi nessuno sapeva cosa fosse questo sport. Quello che mi ha attirato è stato il fatto che fosse accessibile e gratuito. 

Per il primo anno, in realtà, non ci allenavamo seriamente: pattinavamo, giocavamo e ci divertivamo sul ghiaccio. Dopo un anno, però, mi sono innamorato di questo sport.

Gli sport su ghiaccio stanno crescendo rapidamente in Kazakistan: quanto è stato difficile emergere in questo contesto?

Gli sport su ghiaccio in Kazakistan stanno effettivamente crescendo, ma quando ho iniziato erano ancora agli inizi. Quasi nessuno conosceva lo short track.

Guardando indietro ai tuoi inizi, quando hai capito di poter competere ad alto livello?

All'inizio della mia carriera ho capito di poter competere a livello internazionale nel 2011. Durante i Giochi Asiatici Invernali in Kazakistan ho vinto una medaglia di bronzo. Nello stesso anno mi sono classificato quarto ai Campionati Mondiali Junior in Italia; è stato lì che ho capito di poter competere con gli atleti più forti.

Nel 2016 sei diventato il primo atleta kazako a vincere una gara di Coppa del Mondo di short track: cosa ha significato per te?

Nel 2016, a Salt Lake City negli Stati Uniti, ho vinto la mia prima medaglia d'oro in una gara di Coppa del Mondo per il Kazakistan. È stato un momento storico per il nostro Paese. Da quel momento, il mondo ha iniziato a notare il Kazakistan nello short track, dimostrando che il nostro sport stava crescendo ad alto livello.

Nel 2022 hai sfiorato una medaglia olimpica nei 500 metri: quanto è stata importante quella gara per la tua crescita?

Alle Olimpiadi di Pechino 2022, nella finale dei 500 metri, sono arrivato a un passo dalla medaglia. Ovviamente ero molto deluso. Volevo davvero fare la storia e vincere una medaglia per il mio Paese, ma purtroppo non ci sono riuscito.

Lo short track è uno sport estremamente tattico e imprevedibile: come ti prepari mentalmente prima di una gara?

Competiamo spesso contro gli stessi atleti nelle varie competizioni. Dopo le gare analizzo i pattinatori più forti, studio il loro stile e mi informo anche sulle piste e sull'atmosfera delle prossime gare. Questo tipo di preparazione mi aiuta a essere pronto mentalmente.

Nel tuo sport si parla molto di velocità e tattica, ma meno della conoscenza tra atleti: quanto è importante conoscere i propri avversari?

È molto importante conoscere i propri avversari, perché la strategia di gara dipende da loro. Alcuni atleti sono molto forti, altri molto intelligenti, altri ancora aggressivi. Per questo è necessario avere un approccio tattico diverso per ogni avversario.

Durante la tua carriera hai visto evolversi lo short track: cosa è cambiato di più?

Nel corso della mia carriera, lo short track è cambiato molto. È diventato più spettacolare, e oggi gli atleti sono più veloci e più forti, con nuovi record che vengono stabiliti continuamente.

Come gestisci le situazioni impreviste tipiche dello short track, come cadute o contatti tra atleti?

In queste situazioni, l'esperienza è ciò che mi aiuta di più. Ho partecipato a quattro Olimpiadi e a molte competizioni internazionali. Tutto questo ti insegna a evitare errori, o almeno a ridurli al minimo.

Dopo tanti anni ad alto livello, cosa ti motiva ancora ogni giorno?

Dopo tanti anni, la mia motivazione più grande sono la mia famiglia e il mio Paese. Sono orgoglioso di rappresentare il Kazakistan sulla scena internazionale e di portare la nostra bandiera.

Ora che le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si sono concluse, qual è la prima emozione che ti viene in mente ripensando a quell'esperienza?

Questa è stata la mia quarta Olimpiade, a Milano. Guardando indietro, mi rendo conto di quanto tempo sia passato. Sono orgoglioso che a 33 anni riesca ancora a competere con i migliori atleti del mondo. 

C'è un momento particolare di questi Giochi che porterai con te per sempre?

Queste Olimpiadi resteranno nella mia memoria perché il Kazakistan ha vinto la sua prima medaglia d'oro nel pattinaggio artistico — un momento storico per il nostro Paese.

Dopo aver vissuto diverse Olimpiadi, cosa rende ogni edizione unica per un atleta?

Ciò che rende ogni Olimpiade unica è che ogni atleta ha affrontato molte sfide per arrivarci. Ognuno ha la propria storia e il proprio percorso. Se partecipi alle Olimpiadi, hai già fatto la storia.

Che consiglio daresti ai giovani pattinatori kazaki che sognano le Olimpiadi?

Il mio consiglio ai giovani atleti è di credere in sé stessi, anche quando nessun altro lo fa, a volte nemmeno le persone più vicine. Amate il vostro sport, godetevi il percorso, divertitevi e, soprattutto, siate fedeli a voi stessi e date sempre il massimo. I risultati arriveranno.

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